All’improvviso, le nostre vite si sono trasformate in infinite visite in ospedale, trattamenti e il peso schiacciante dell’incertezza. Il prurito che inizialmente avevamo liquidato come un fastidio minore era ora un cupo promemoria della malattia che si stava diffondendo nel suo corpo. Lo guardavo sopportare la chemioterapia: le sue forze diminuivano a ogni trattamento, e non si lamentava mai. Nei momenti di silenzio, scorrevo i primi segnali, chiedendomi se avremmo potuto prenderlo prima, se avessi cercato risposte prima.
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